Aspetti coordinativi nel Ving Tsun Kung Fu Kuen

Aspetti coordinativi nel Ving Tsun Kung Fu Kuen

Il Ving Tsun Kung Fu è tra le discipline di combattimento una di quelle in cui gli aspetti coordinativi non solo ricoprono un ruolo fondamentale ma vengono anche esaltati ed allenati in modo estensivo a causa delle peculiarità tecnico-tattiche della disciplina che richiedono un livello di capacità coordinative davvero elevato.

Nella maggior parte delle discipline di combattimento l’allenamento coordinativo è spesso trascurato a favore di quello tecnico (con il quale viene a volte confuso) e di quello condizionale. Ciò è dovuto in parte alla maggiore “facilità” con cui possono essere ottenuti e misurati i miglioramenti in questi due aspetti ed in parte ad una certa sottovalutazione dell’importanza della coordinazione ai fini dell’efficacia e dell’efficienza in combattimento.

Manuel Cammozzo e Simone Pietrobono - Seminario Roma 2018
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Capacità coordinative sono invece fondamentali per una corretta esecuzione della maggior parte degli esercizi di preparazione generale, per la migliore esecuzione possibile di tutto il bagaglio tecnico e per il suo aggiustamento e modificazione “in situazione” (quindi per la velocità del processo stimolo-decisione-azione e la varietà/“fantasia” esecutiva).

Altro aspetto interessante è che mentre le capacità condizionali e metaboliche sono soggette a decadimento con il tempo, la carenza di allenamento o l’inattività quelle coordinative invece si depauperano difficilmente (…e rappresentano un “tesoro” al quale attingere quando le altre qualità ci fanno difetto, al fine di ottenere comunque una prestazione specifica adeguata).

L’allenamento coordinativo si affianca e si sovrappone a quello tecnico, tanto da essere confuso con questo come dicevamo, ma in realtà si tratta di aree distinte:

L’allenamento tecnico ha come scopo l’acquisizione, il miglioramento e lo sviluppo di un atto motorio finalizzato ad uno scopo ( in funzione di un obiettivo) e indirettamente contribuisce allo sviluppo di abilità coordinative.

L’allenamento coordinativo punta al miglioramento dei presupposti motori (generali e specifici) che poi favoriranno l’apprendimento, il miglioramento e l’adattamento della tecnica.

Allenare la coordinazione sviluppa qualità importanti come:

Plasticità: la capacità di adattare il gesto ai cambiamenti lenti e graduali dell’individuo (cambiamenti di peso, di condizione fisica e forma, nuove esperienze motorie e tecniche, ecc.)

Flessibilità: la capacità di modificare i parametri del gesto (forza, direzione, velocità, ritmo, ecc.) utilizzandolo nel modo più adatto alla situazione concreta.

Trasferibilità: la capacità di apprendere e creare nuove possibilità motorie o aumentare la complessità di quelle note.

Adattabilità: la capacità di mutare repentinamente l’azione intrapresa al variare della situazione, fino a interromperla del tutto o a trasformarla in un’azione totalmente nuova.

Economicità: la capacità di ridurre al minimo necessario il dispendio energetico (il famoso “non usare la forza” del Ving Tsun così tanto e tante volte male interpretato)

L’allenamento coordinativo (nelle sue varie fasi e tipologie) influisce in modo determinante sulla capacità di operare delle scelte (regolazione dell’azione), sull’uso dei programmi motori più adatti (selezione degli schemi) e sulla capacità di controllare e regolare il movimento (regolazione sensomotoria) a patto che gli allenamenti tengano conto delle richieste coordinative specifiche della disciplina e delle esigenze individuali del praticante (età, sesso, caratteristiche proprie, maturità fisica e tecnica, esperienza, ecc..).

Altri elementi che favoriscono la trasferibilità di tali allenamenti nella pratica sono la “novità” delle esercitazioni proposte, la variazione dei parametri esecutivi, l’aumento della complessità generale. Questi elementi amplificano il transfer motorio e stimolano i processi cerebrali aumentandone l’efficienza. Si migliorano in tal modo sia l’esecuzione delle azioni consapevoli sia l’acquisizione e la sempre maggior efficienza degli automatismi (coordinazione fine in situazione nota) e delle automatizzazioni (coordinazione fine in situazione non nota): punti cardine ed imprescindibili di tutto l’allenamento del Ving Tsun.

E’ facile capire a questo punto come le qualità coordinative influenzino in modo determinante anche il processo dell’azione motoria e il collegato concetto di “rapidità d’azione” (processo input, memoria, decisione, risposta, output, controllo e verifica) elementi fondamentali in tutte le discipline di combattimento.

Nell’allenamento alla coordinazione rientra anche l’aspetto della “simmetrizzazione”, cioè l’allenamento mirante a rendere capaci di usare entrambi i lati del nostro corpo con la medesima efficienza ed efficacia (o, perlomeno, a ridurre il divario tra il lato “forte” e quello “debole”). Questo aspetto, utile in qualsiasi disciplina marziale, è fondamentale per il Ving Tsun, che proprio in virtù di ragioni tecniche e tattiche richiede un ambidestrismo molto spinto se non totale.

Altro aspetto fondamentale da allenare e comprendere, soprattutto all’inizio del percorso di un pugilatore, è quello della verticalità, su come acquisirla, percepirla e mantenerla. Verticalità, ambidestrismo ed equilibrio sono i 3 aspetti fondamentali, influenzati dalla postura e dalle capacità coordinative in generale, che all’inizio devono essere allenati e controllati maggiormente, fino a far in modo che il praticante ne diventi completamente padrone e possa usufruirne in maniera naturale ed automatica. Strumenti d’elezione per poter addestrare il principiante su questi 3 aspetti sono la posizione base, la guardia laterale e la guardia frontale con gli esercizi specifici ad essi collegati.

L’ apprendimento delle capacità coordinative procede in 3 fasi:

1. Fase della coordinazione grezza: esecuzione motoria approssimativa, con conseguente necessità di controllo volontario da parte dell’allievo e costante attenzione all’esecuzione del movimento. L’uso di forza, ritmo, accoppiamento, ecc. risultano imprecisi e goffi. In questa fase le forme contribuiscono a dare strumenti per sviluppare gli schemi motori di base in modo corretto, ponendo attenzione sulla cinestetica, su se stessi, senza preoccuparsi di fattori esterni o di disturbo. Le forme permettono di studiare il gesto tecnico “in bianco”, fissando lo schema motorio di base e preparando per le successive fasi di apprendimento e sviluppo del movimento tramite i feedback per poi ottenere un prodotto finito utilizzabile nei più disparati contesti.

2. Fase della coordinazione fine: l’esecuzione corretta comincia a stabilizzarsi. In assenza di fattori esterni di disturbo l’esecuzione è quasi senza errori.

3. Fase della disponibilità variabile (controllo, feedback e correzione, adattamento e trasformazione= adeguatezza alla situazione) : capacità di eseguire correttamente il movimento, anche in situazioni inconsuete, con forti disturbi esterni o in condizioni di affaticamento e stress. L’esecuzione risulta comunque molto stabile e costante.

Le capacità coordinative si distinguono in generali e speciali; queste ultime, a loro volta, si suddividono in diverse categorie.

CAPACITA’ COORDINATIVE GENERALI

Si tratta della capacità di organizzare, controllare e regolare il movimento volontario. Si basa sullo sviluppo del sistema nervoso centrale (SNC), che integra le informazioni in entrata e gestisce le informazioni in uscita, in particolare sullo sviluppo dell’ apparato percettivo (vista, udito, tatto) e dell’ apparato sensomotorio (equilibrio, percezione dello spazio e del tempo). Il periodo migliore per allenare e potenziare tali capacità è quello che va dagli 8 ai 12 anni.

Allenamento coordinativo generale (di base): solitamente rivolto agli adolescenti o ai principianti. Si basa su una serie di esercitazioni (percorsi, andature, deambulazioni, movimenti collegati, giochi, uso di attrezzi/oggetti, ecc..) che non hanno un forte legame motorio con la disciplina praticata, ma servono a costruire il presupposto coordinativo per qualsiasi tipo di attività. Si tratta di movimenti generali e multilaterali miranti ad arricchire e perfezionare gli “sfondi motori” del soggetto, preparandolo per successivi allenamenti più specifici.

CAPACITA’ COORDINATIVE SPECIALI

Capacità di accoppiamento e combinazione: Permette di collegare abilità motorie automatizzate di tipo standardizzato, cioè già conosciute e acquisite dal soggetto, integrandole in un’azione ovvero un atto motorio finalizzato ad uno scopo (Es. nel Ving Tsun: spostamenti e colpi: colpisco mentre mi sposto).

Capacità di orientamento spazio-temporale: Permette di percepire e modificare la posizione ed il movimento del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad uno spazio d’azione definito ed a uno scopo preciso. Si basa su informazioni visive, cinestetiche e vestibolari. Viene in parte allenata anche allenando l’equilibrio. (Es. nel Ving Tsun: rimbalzi con la pallina da tennis, spostamenti e tecniche bendati, movimenti su linee e percorsi non segnati, capovolta e scatto in direzione pre-concordata, “specchio” con il compagno, reazione al Po Pai, ecc.).

Capacità di differenziazione cinestetica (discriminazione sensoriale): Permette di controllare in modo finemente differenziato l’attività muscolare in relazione ai parametri dinamici, temporali e spaziali del movimento, conferendo precisione, efficacia ed economia al movimento . E’ una qualità estremamente specifica, influenzata quindi dall’ambiente, dal tipo di movimento, dalle parti del corpo coinvolte, ecc. . Per essere allenata in modo ottimale, quindi, richiede esperienze motorie specifiche per la disciplina ma con la maggior varietà possibile. (Es. nel Ving Tsun: combinazioni di più tecniche, variazioni di ritmo, passaggi contrazione-decontrazione, esercizi sul Wu Sao, Poon Sao, Toi ma-Seung ma base, tutti gli esercizi base del Chi Sao ecc.)

Capacità di equilibrio: Capacità di mantenere il corpo in postura di equilibrio (equilibrio statico, basato principalmente su informazioni visive e cinestetiche) e di recuperarla se persa (equilibrio dinamico, basato principalmente sull’apparato vestibolare). Questa capacità si lega a quelle di orientamento e di accoppiamento dei movimenti, una sua carenza limita fortemente la possibilità di perfezionare le azioni motorie conosciute e di apprenderne nuove. Anche questa qualità ha esercizi per lo sviluppo generale (Es.: appoggi monopodalici, su superfici ridotte, superfici precarie, ecc.) e specifico (Es. per il Ving Tsun: spostamenti rapidi, Push and Pull a coppie, rotazioni sull’asse longitudinale, reazione ai colpi, Toi Ma-Sheung Ma in tutte le sue varianti, ecc.).

Capacità di reazione: Capacità di reagire a stimoli con reazioni motorie adeguate, basato sulla percezione ed elaborazione degli stimoli e sulla scelta della risposta adeguata. Gli stimoli possono essere ottici, tattili o acustici. La reazione può essere: Semplice: si risponde ad uno stimolo noto con un’azione conosciuta. Riguarda l’uso della memoria organizzata ( Es. per il Ving Tsun: un segnale, una tecnica; su Pak Sao esterno, Bong Sao-Wu Sao, ecc.) Composta: gli stimoli sono multipli, anche sconosciuti, e le risposte possono essere anch’esse molteplici. Riguarda la memoria a “macchia di leopardo” (Es. per il Ving Tsun: Gow Sao, più segnali più combinazioni, su Pak Sao esterno una delle possibili reazioni, ecc.)

La capacità di reazione è collegata a quella di adattamento, alla rapidità, all’esperienza e alle qualità emotive e psicologiche del praticante. La risposta motoria deve sempre essere adeguata alla situazione. Per accorciare i tempi del processo di reazione (stimolo-decisione-azione) il praticante di Ving Tsun evoluto impara a ridurre il numero degli stimoli ai quali rispondere (quelli “significativi”) e all’uso di azioni automatizzate, sperimentate ed efficaci. Lo sviluppo di corretti automatismi è alla base del Ving Tsun, stante la medio-corta distanza che predilige. A tale distanza non c’è tempo per pensare: le reazioni agli input o sono automatiche o semplicemente non funzionano.

Capacità di ritmo: Capacità di organizzare cronologicamente gli impegni muscolari in rapporto allo spazio e al tempo. Il ritmo può essere deciso dal praticante (ritmo soggettivo) o imposto da una fonte esterna (ritmo oggettivo). Avere padronanza di questa capacità permette una buona alternanza fra contrazione e decontrazione muscolare, favorendo l’economia del movimento e la variazione della frequenza tecnica senza aumento del costo energetico. Conferisce efficacia, fluidità, efficienza e qualità esecutiva al gesto tecnico. Strettamente connessa a tutte le capacità coordinative e condizionali è stimolabile da tutti gli allenamenti di queste, a patto che ci si concentri sugli aspetti ritmici dell’esercizio. Il Ving Tsun richiede azioni tecniche multiple e coordinate, a volte simultanee, senza il giusto ritmo l’esecuzione di tali combinazioni non sarebbe solo meno efficace, ma totalmente inefficace, da qui la grande attenzione dedicata a questa capacità. (Es. per il Ving Tsun: tutte le combinazioni base dal Poon Sao, dal Ciclo del Lap Sao, tutte le tecniche di apertura, ecc.)

Capacità di adattamento o trasformazione: Capacità di adattare o mutare il programma dell’azione durante la sua esecuzione: l’adattamento può essere dovuto a input previsti o inattesi, percepiti o solo previsti. La capacità di percepire le variazioni, prevederne gli esiti (capacità di anticipazione), elaborare la risposta, oltre alle qualità del SNC, è influenzata dall’esperienza e dalla ricchezza di schemi motori posseduti. Strettamente collegata con le capacità di reazione e di orientamento è allenabile con esercizi che prevedano repentini cambiamenti dello scenario o dei segnali estrinseci. (Es. per il Ving Tsun: Gow Sao, esercizi sul Pak-Jut Sao in tutte le varianti, Ciclo del Lap Sao con tutte le varianti, ecc.)

Capacità di coordinazione oculo-segmentaria: Capacità di relazionare la capacità visiva con i movimenti degli arti superiori (coordinazione oculo-manuale) o inferiori ( coordinazione oculo-podalica). Dipende dalle altre capacità coordinative ma anche dal corretto funzionamento dell’apparato visivo (ampiezza e profondità del visus, ecc.). Da sottolineare che è comunque la visione periferica quella che più interessa le discipline da combattimento, essendo quella sensibile al movimento e che quindi fornisce le informazioni con maggiore rapidità. (Es. per il Ving Tsun: rimbalzi a terra o al muro con la pallina da tennis, speed ball elastica, colpitori, ecc.)

Allenamento coordinativo specializzato: allenamento fortemente collegato con i movimenti specifici della disciplina, si tratta dell’allenamento “speciale” della coordinazione. Si rivolge a praticanti già evoluti, con lo scopo di fornire al bagaglio tecnico alcuni requisiti di cui abbiamo in parte già accennato (precisione, efficacia, economicità, flessibilità, ecc..). Per questo motivo viene a volte definito anche come allenamento “di completamento” in alcune discipline (perché completa e affina il bagaglio tecnico). Nel Ving Tsun, invece, non si tratta di qualcosa che rifinisce o completa ma è la base ed il cuore della pratica, in quanto rende effettiva l’impostazione tattica e strategica della disciplina. Senza un adeguato livello di tali qualità il cercare la medio-corta distanza (situazione che richiede azioni simultanee o coordinate, reattività, automatismi, capacità di adattamento, ecc. ai massimi livelli) risulta un “suicidio assistito”.

Non è possibile allenare una sola capacità coordinativa, sono tutte fortemente collegate e lavorano in modo sinergico.

Per allenarle nel loro complesso ( oltre a tutta una serie di eesrcizi “a solo” e con vari strumenti) il Ving Tsun possiede uno strumento unico ed estremamente efficace: il “Chi Sao”.

Con il termine Chi Sao si indica un insieme di esercizi con il partner facenti parte della categoria degli esercizi Speciali o Multiformi. La maggior parte di questi esercizi ha contenuti e finalità spiccatamente coordinative: si tratta quindi di allenamento coordinativo specializzato.

Questa parte dell’addestramento si caratterizza per un elevato grado di “trasferibilità” con il bagaglio tecnico-tattico del Ving Tsun, ma non si basa su scenari e situazioni specifiche-reali.

Purtroppo troppo spesso si vedono questi esercizi del Ving Tsun Kung Fu insegnati come “applicazioni” o “tecniche” oppure si riduce il tutto ad una mera pratica di “sensibilità” tattile (in questo caso probabilmente ingannati dal fatto che si lavora a contatto con un partner).

Questo tipo di impostazioni possono portare solo a risultati risibili nell’allenamento e a clamorosi fallimenti nell’uso concreto della disciplina.

Da qui l’importanza di sottolineare e capire la vera natura, gli errori tipici, le modalità di esecuzione, gli scopi, del Chi Sao e la sua collocazione e modulazione nel programma di allenamento del Ving Tsun Kung Fu.

Incremento del carico coordinativo: al fine di aumentare la capacità allenante dell’allenamento coordinativo si possono usare principalmente tre metodi:

1. Più esercizi (aumento del volume coordinativo)

2. Maggiore difficoltà (aumento intensità coordinativa) ottenuta con la variazione e combinazione di più esercizi, la richiesta di maggior precisione, forza e velocità, la diminuzione della presa di informazione, ecc.

3. Lavorando in condizioni di affaticamento. Ma solo per praticanti evoluti, infatti gli errori tipici che emergono allenandosi in tali condizioni (es.: overshooting) sono gestibili e possono essere corretti solo da soggetti che ormai hanno automatismi e qualità del Ving Tsun ben fissati. Di contro un principiante ( quindi senza solide basi acquisite) che lavori in affaticamento, fisserà nei suoi schemi azioni sbagliate, grossolane ed errori, rendendo vano l’allenamento.

L’allenamento coordinativo è estremamente individuale ed i progressi in tale ambito sono difficilmente valutabili. Anche quando ci si esprime verso un praticante dicendo che “ha una buona/cattiva tecnica” si sta dando indirettamente una valutazione delle sue capacità coordinative. Non esistono però test o sistemi di misurazione affidabili, normalmente in tutte le discipline si tende ad affidarsi “all’occhio” dell’allenatore. Il Ving Tsun Kug Fu non fa eccezione: è il maestro che deve impostare il lavoro in maniera estremamente individualizzata e valutare progressi, lacune, limiti e soluzioni ai problemi caso per caso.

Ma quali sono, in definitiva, i risultati sull’aspetto “pratico” di un corretto ed efficace allenamento coordinativo?

  1. Maggiore precisione
  2. Maggiore potenza
  3. Maggiore velocità
  4. Maggiore frequenza delle azioni
  5. Maggiore “rapidità d’azione” (ciclo: input, memoria, decisione, risposta, output, controllo e verifica)
  6. Minor dispendio energetico, con tutti i relativi vantaggi negli altri ambiti

Come si può notare, quindi, non stiamo parlando di miglioramenti in campi di secondaria importanza, ma di progressi in settori fondamentali per qualsiasi disciplina marziale. A parità di metodo e programmazione dell’allenamento il solo miglioramento delle capacità coordinative non solo fa compiere enormi balzi in avanti nelle succitate qualità a praticanti di medio-basso livello, ma consente a praticanti esperti e di lungo corso di superare gli inevitabili plateau che si incontrano quando si è ormai vicini ai limiti “fisiologici” delle proprie capacità tecnico-condizionali.

Possiamo quindi affermare che sottovalutare l’allenamento coordinativo specializzato o non sapere come, quando e quanto utilizzarlo non solo conducono ad una pratica inefficace, ma sono anche segnali inequivocabili di una scarsa competenza da parte del “maestro” e di un percorso molto lontano dai canoni del Ving Tsun Kung Fu Kuen.

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