Footwork e gestione della distanza

Footwork e gestione della distanza

La gestione della distanza ed il footwork sono temi complessi quanto fondamentali, il combattimento è per sua natura una faccenda di mobilità e per combattere occorre applicare soluzioni tecniche e tattiche muovendosi nei termini e con le modalità più appropriate. Per questo il tema coinvolge tutti gli aspetti di una disciplina marziale: tecnici, strategici, tattici, metodologici ed il pugilato cinese Ving Tsun Kung Fu Kuen (Ving Tsun o VT) non fa eccezione.

 

Aspetti tattico-strategici

A differenza delle discipline sportive e del combattimento rituale in genere in uno scontro a mani nude per l’eliminazione di un nemico sono più probabili soluzioni basate su poche azioni feroci portate con l’intenzione di essere definitive (quindi al massimo della velocità e forza possibile) piuttosto che ripetuti assalti, continue uscite e rientri dalla distanza, alternanza di fasi attive e passive, lunghe preparazioni all’azione, ecc..
In un tale contesto, infatti, le priorità sono due:
  1. “Non prenderle” poiché ogni singolo colpo-tecnica subita potrebbe essere conclusivo (ipotizzando anche la possibilità di avversari più forti, pesanti, scaltri, ecc.).
  2. Cercare di finalizzare lo scontro nel più breve tempo possibile. (Nota 1)

Il VT predilige la medio-corta distanza di combattimento, la così detta “distanza di ingaggio”, in cui si può usare efficacemente tutto il bagaglio tecnico offensivo. E’ la distanza imprescindibile in cui si deve passare per colpire o lottare, la distanza più pericolosa, la più difficile da gestire, dove statisticamente si infliggono o subiscono i danni più consistenti e dove, il più delle volte, si decide l’esito dello scontro. Da questa predilezione derivano l’impostazione con la guardia frontale, l’enfasi sulla protezione delle linee di attacco-difesa, l’importanza data a struttura-equilibrio del corpo e al generare potenza a breve distanza senza preparazioni e pre-caricamenti. A livello tattico, quindi, il VT utilizza maggiormente il così detto combattimento “difensivo attivo” (contrattacco su attacco avversario, contrattacco per anticipazione, contrattacco di incontro) pur non disdegnando l’attacco diretto senza preparazione. Un tipo di combattimento che richiede quindi grande rapidità d’azione e reattività agli stimoli. Viste le caratteristiche del combattimento non rituale illustrate sopra non sono utilizzati i mezzi speciali della tattica quali finte, inviti e provocazioni (Nota 2 ) e la fase di uscita dalla zona di ingaggio (fase tipica ed importante in molti sport da combattimento) è solitamente poco studiata e curata nel VT come nelle discipline con le medesime finalità (Nota 3).

Con queste premesse gli spostamenti sono usati per trovare angoli e posizionarsi in modo vantaggioso e devono lavorare in sinergia con le tecniche di apertura caratteristiche dello stile ( Pak, Jut, Bong, Jam, ecc.) e con agli attacchi. Spostamento tipico del Ving Tsun è il “taglio strada” (“cut the way”), che sfrutta traiettorie più brevi e angoli più sicuri per chiudere la distanza e che utilizza il peso del corpo, la dinamica dello spostamento e la coordinazione con le braccia per mettere l’ avversario in disagio tattico. Per disagio tattico si intende una situazione in cui l’opponente non possa attaccare mentre noi sì, oppure dove lui possa attaccare con difficoltà maggiori e sia in svantaggio rispetto a noi (es.: traiettorie più lunghe, equilibrio precario, angoli svantaggiosi, un solo arto utilizzabile, ecc.). Se e quando si riesce ad ottenere la situazione di vantaggio tattico (Nota 4) questo ha sempre e una finestra temporale ridotta, da qui l’importanza di coglierla immediatamente quando si presenti e di saper gestire l’evolversi dell’azione, sia che abbia successo o meno, mantenendo o ricreando quando possibile la situazione di vantaggio E’ il concetto del “ready to punch” ( o Wu Sao attivo, vedi “nota 1”). Sotto questo profilo è altrettanto importante la capacità di reagire a situazioni inaspettate o nuove (fallimento dell’azione, errore, reazione imprevista dell’avversario, ecc.) così da non concedere possibilità all’avversario e non avere tempi morti nella delicata fase dentro distanza di ingaggio nella quale è imperativo essere attivi e mantenere l’iniziativa: arrivato nel raggio d’azione se non sto attaccando sto sicuramente subendo (Nota 5). Altri aspetti importanti in cui è coinvolta la mobilità e il suo allenamento sono la gestione dell’asse longitudinale (Nota 6) e le soluzioni tecniche da adottare per mantenere la distanza di ingaggio o quando questa viene persa.

 

Aspetti metodologici

Il Ving Tsun tradizionalmente comincia l’addestramento con un compagno da distanza ravvicinata e in modo statico, sia nel peculiare esercizio del “Chi Sao” che negli altri esercizi a coppia di qualsiasi natura. Questo per motivi didattici ben precisi.

 

1) La staticità: è necessaria per sviluppare le basi delle capacità coordinative iniziali quali sviluppo della “struttura”, coordinazione tra le braccia, evitare l’overshooting ecc.. Tutte cose non possono essere apprese direttamente in movimento ma che richiedono riferimenti fissi, la possibilità di scaricare forza a terra, tempi di contatto e applicazione più lunghi ed il concentrarsi su poche variabili. Solo successivamente le qualità acquisite possono essere riportate in movimento, aumentando la difficoltà coordinativa, la qualità ed il numero degli stimoli da gestire e implementando i nuovi parametri.

 

2) Distanza ravvicinata: il fatto che la maggior parte degli allenamenti iniziali si svolgano entro la “distanza di ingaggio” risponde a due tipi di esigenze: 1) lo scambio forza, l’uso del gomito e altre qualità basilari possono essere allenati solo a questa distanza. 2) la distanza di ingaggio obbliga a tempi di reazione e rapidità estremi e, come visto, è la distanza più importante da saper gestire. Cominciare da vicino per poi portare l’attenzione su distanze differenti fa sì che fin da subito si sviluppino le qualità coordinative e di rapidità nell’ambito più difficile,complesso e specifico, rendendo poi il lavoro a distanze maggiori su questi aspetti relativamente più semplice e gestibile. E’ la logica usata in ambito sportivo nei così detti “small sided games” cioè le attività su campi da gioco o distanze ridotte.

 

Questo approccio, assolutamente corretto dal punto di vista metodologico, rischia però di creare problemi se dette qualità sviluppate staticamente e/o da vicino non vengono inserite in contesti dinamici e a distanze diverse in tempi relativamente rapidi. L’approccio tradizionale che tende a allungare di molto i tempi prima di arrivare alle applicazioni in dinamica e che separa nettamente le due fasi (vicina-statica e dinamica-tutte le distanze) si è dimostrato non ottimale sia in base a studi di epoche recenti sia in base alla mia esperienza personale. Consiglio dunque di far procedere i due lavori appaiati, seppur con gradualità, con una progressione che vada da “vicino-statico” a “vicino-dinamico” fino a “tutte le distanze-dinamico”. Con il tempo e la maturità del praticante muteranno anche le percentuali di tempo dedicate ai tre aspetti e i parametri del carico di degli esercizi utilizzati (quantità, durata, intensità, densità) mirando ad una sempre crescente specificità degli esercizi e delle loro applicazioni. Nella mia esperienza in questo modo si otterranno risultati più velocemente, in modo più specifico e in misura maggiore.

 

Errori tipici

Nella progressione didattica allorché il praticante approccia le azioni tattico-tecniche da distanze maggiori e in dinamica emergono solitamente degli errori, alcuni dei quali erano magari stati corretti in fase statica e//o a basse velocità. I più tipici: valutazione scorretta della distanza, tecniche fuori misura, movimenti predittivi, l’overshotting in tutte le sue forme e gli errori coordinativi (Wu Sao fuori posizione, azioni in più tempi, bracia e gambe scoordinate, equilibrio, ecc.). Per ognuna di queste “malattie” l’insegnante valuterà quali strumenti correttivi applicare come cura, attingendo dagli appositi strumenti che ci fornisce la tradizione del Ving Tsun o da altri, valutando sempre in base al caso ed alla persona, poiché ognuno è un mondo sé con esigenze, problemi e soluzioni diverse.

 

Mezzi di allenamento mobilità

La mobilità e la gestione della distanza possono essere allenati in vari modi, sia con esercizi specificatamente dedicati a queste tematiche sia focalizzando allenamenti di diversa natura su questi aspetti (dove quindi la mobilità e/o la gestione distanza sono posti come ‘obbiettivo principale’ che viene allenato insieme ad altri secondari). Altro elemento strettamente collegato al footwork è quello della coordinazione, tanto che i gli allenamenti di questi due aspetti spesso si sovrappongono, è bene quindi tenerne conto in fase di programmazione.
In generale distinguiamo:
  • Esercizi mobilità a solo.
  • Esercizi mobilità con un compagno (esercizi a tema, sparring condizionato a tema, colpitori, ecc.).
  • Mobilità al sacco.
Tra le infinite possibilità che si hanno ricordarsi sempre che comunque esercizi più importanti ed allenanti sono quelli con un compagno, poiché obbligano ad interagire con azioni-reazioni sempre diverse ed imprevedibili. Il compagno può simulare e fornire un’infinità di imput, in ognuna delle modalità in cui può interagire con l’altro, così che la gestione della distanza e tutti gli elementi coinvolti siano allenati in modo via via più specifico ai fini del combattimento.

 

ESERCIZI (alcuni esempi)

A solo:
  • Percorso a “8”.
  • Percorso a “8” a intervalli.
  • Percorso a “8” con tecniche (omo o contro laterali).
  • Percorso a “8” con tecniche su waypoint stabiliti.
  • Percorso a “X” con tutte le variabili del percorso a “8” .
  • Percorso sulle 8 direzioni da interno a esterno.
  • Percorso sulle 8 direzioni da esterno a interno.
  • Percorso sulle 8 direzioni libero.
  • Percorso sulle 8 direzioni mantenendo o cambiando fronte.
  • Percorso sulle 8 direzioni con tecniche (durante spostamenti e/o sui waypoint specifici).
  • Shadow boxing, vuoti, percorsi di tutti i tipi con focus sulla mobilità.
Con il compagno:
  • Ombra a contatto laterale.
  • Ombra a contatto avanti dietro.
  • Ombra a contatto libera.
  • Ombra senza contatto come sopra ( un passo, più passi, libera).
  • Ombra senza contatto con uno o più colpi.
  • Ombra con combinazioni: attacco-”difesa” (comando uditivo, visivo, tattile, senza comandi).
  • Metronomo: avanzando, indietreggiando, avanti e dietro, spostamenti laterali, tutte le direzioni-libero, tecniche concordate, libero.
  • Spalle al muro /(AKA “tennis ball”).
  • Sparring condizionato tutti tipi e possibilità a tema spostamenti: con diversi temi tattici e con partner collaborativo, parzialmente collaborativo, in opposizione, competitivo.
  • Colpitori in tema
  • Gow Sao in tema
Sacco: Up and down . Side slide . Circling . In e out . Dance around .
  1. Nota 1: Sfruttare/creare le occasioni, minimizzare gli errori, non esitare in nessun caso.
  2. Nota 2: qualche forma di contrattacco su provocazione è presente anche tradizionalmente: alcune posizioni e atteggiamenti servono a “chiamare” determinate azioni avversarie, ma si tratta di casi particolari.
  3. Nota 3: Personalmente consiglio di studiare e di dedicare degli allenamenti anche alla fase di uscita, se non altro come fonte di ulteriori possibilità tattiche e per arricchire i propri sfondi motori.
  4. Nota 4: grazie alla mobilità, tecniche di apertura, corretto timing, errori dell’avversario, ecc. in una parola al saper creare o individuare l’occasione.
  5. Nota 5: concatenazione di azioni: possibile grazie allo sviluppo delle capacità coordinative e alla conseguente creazione di automatizzazioni. Nota 6: Mantenere o recuperare la verticalità in quanto condizione ideale per qualsiasi opzione di spostamento, per ogni espressione di forza, per l’ equilibrio, la potenza e la frequenza delle azioni.
  6. Nota 6: Mantenere o recuperare la verticalità in quanto condizione ideale per qualsiasi opzione di spostamento, per ogni espressione di forza, per l’ equilibrio, la potenza e la frequenza delle azioni.

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